Rendere un’immagine il più fedele possibile alla realtà: anche con un telefono di ultima generazione è possibile realizzare scatti di qualità che contribuiscano a mantenere  alta la brand reputation della tua azienda sul web

fotografia professionale con uno smartphoneIn amore e in guerra tutto è permesso. In fotografia no. O perlomeno, non nella fotografia di reportage o in ambito commerciale. Già perché ad oggi, la fotografia concepita nella sua accezione più tradizionale, per le cerimonie (matrimoni), mantiene quella sfumatura artistica con la quale l’immagine viene intesa e lavorata in postproduzione. Quindi via a giochi di luci, contrasti, colori desaturati e ogni tipo di artefazione e montaggio: è tutto legittimo, è arte.

Cosa diversa è documentare la realtà, documentare una notizia: i photoeditor che lavorano per le agenzie di informazione bocciano senza appello una foto che presenti anche un minimo di ritocco sui colori o elementi “magicamente” eliminati. Nulla a che vedere – sia chiaro – con il ritaglio di una porzione superflua dell’immagine: nel fotografare un paesaggio, per esempio, si è liberi di ritagliare (quindi eliminare) la parte che crea disturbo, come magari un oggetto fuori posto, o un soggetto presente in scena casualmente. Comunque non vi è esasperazione di quella che è la realtà riportata.

I grandi fotografi del passato disponevano di strumenti poco “smart” al contrario di oggi: cavalletti, stativi, flash a magnesio, banchi ottici… Attrezzature che arrivavano anche a pesare decine di chili. Il presente è diverso. Il presente è “tascabile”, l’informazione è tascabile, alla portata di tutti.

Sebbene l’utilizzo di una immagine professionale sia fondamentale come biglietto da visita di un’azienda su un sito web e sui social network, è altrettanto vero che per realizzare scatti altamente qualitativi, oramai, basta dotarsi di uno smartphone di ultima generazione. Importante attenersi ai canoni base, quali esposizione e messa a fuoco. Ciò che rappresenta una tendenza che ha preso sempre più spazio nella nostra quotidianità (almeno un selfie al giorno lo realizziamo, da soli o in comitiva?!) è diventato un elemento importante anche in ambito professionale, al punto che vi sono concorsi dedicati alla fotografia con smartphone.

Ribadiamo un concetto: per alcune situazioni serve la mano (e l’occhio) di un fotografo esperto, c’è poco da fare. Ma laddove non risulti possibile, vi sono dei settaggi e semplici accorgimenti che migliorano la qualità di uno scatto, anche per coloro che non hanno dimestichezza con fotografia e tecnologia.

Tra le cose da fare assolutamente per ottenere uno scatto buono da adoperare sul proprio profilo aziendale o sito web, pulire con costanza la fotocamera (specie quella posteriore) del proprio telefono, magari con un panno in microfibra, rappresenta l’abc! Pulviscolo di polvere e macchie di unto sono sempre presenti: non badare alla pulizia, rappresenta una leggerezza commessa da molti. Rapidità ed efficacia sono anche alla base: ecco perché è preferibile ricorrere al comando rapido presente sul telefono, da avviare con un solo tocco, senza perdere secondi a sbloccare il telefono e cercare l’icona! Fotografare in maniera rapida, tuttavia, induce nell’errore di scattare senza conoscere le impostazioni: verifichiamo sempre su che valori sia preimpostata la fotocamera. Che siate professionisti o amatori, ricordatevi di rispettare sempre la “regola dei terzi”, un dogma della fotografia a cui attenersi sempre in fase di scatto: in parole spicciole, occorre dividere lo schermo in nove griglie, uguali. Quindi, collocare l’oggetto nel punto di intersezione tra due linee della griglia.

Flash in ambienti al chiuso, in situazioni di scarsa luminosità? Niente di peggio! Un flash “sparato” senza criterio altera il colore e annulla la tridimensionalità dell’oggetto, rendendo lo sfondo eccessivamente scuro, oltre all’effetto occhi rossi sui soggetti, rischio comunque minimizzato dalla presenza del doppio flash a led, sui telefoni di ultima generazione.

Capitolo filtri, infine. Per celare inestetismi e imperfezioni, per dare un tocco artistico o semplicemente per vanità: su Instagram i filtri sono stati per molti la salvezza! Un palliativo però. In primo luogo, il telefono già presenta dei filtri di base, ma ciò è un’arma a doppio taglio: sempre in riferimento a quanto accennato pocanzi, la foto non deve essere artefatta ma fedele alla realtà, specie nel fotografare prodotti da promuovere agli utenti (quindi, potenziali clienti): cieli eccessivamente bluastri, contrasti troppo netti, ombre troppo marcate o comunque colori troppo saturi, confrontati poi sulla realtà, rendono inevitabilmente ingannevole il prodotto da esporre.

Non attenersi a queste precise regole rappresenta una mannaia che si abbatte sulla propria immagine, abbassando la brand reputation della propria azienda, sul web.

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