Cinquanta candeline per internet. Mezzo secolo fa la prima trasmissione di dati tra due computer. Eppure circa la metà della popolazione globale non risulta connessa, ma estromessa.

50 anni internetTanti auguri a te, tanti auguri a te… che hai cambiato le nostre vite. O comunque, quelle di metà del globo.

Compie cinquanta anni internet. Esattamente il 29 ottobre 1969 venne realizzata la trasmissione di un primo pacchetto di dati tra due computer, uno all'università di a Los Angeles e l'altro al Research Institute di Stanford.

Non si parlava di “internet” ma di Aparnet, un progetto voluto da un’agenzia del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, ossia l’Arpa (Advanced research projects agency). La velocità di connessione con cui avvenne lo scambio di dati fu di 50 kbps (praticamente 2700 volte più lento rispetto alle connessioni a banda larga di cui godiamo oggi).

Un traguardo per l’essere umano che, con questo potentissimo mezzo, cambiò le sorti del vivere quotidiano dell’uomo. L’utilizzo della base teorica www (world wide web), la messa online del primo sito web datata 1991: con l’espansione a macchia d’olio del web sul pianeta intero e grazie a servizi quali la posta elettronica, internet connette miliardi di persone tra loro. Tuttavia oggi esistono ancora molte contraddizioni e paradossi, che rendono la rete inaccessibile a molti.

Intatti, stando alle stime raccolte dall'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (Itu), a dicembre del 2018 gli utenti di internet erano 3,9 miliardi, pari al 51,2% della popolazione mondiale e a luglio del 2019 4,33 miliardi di persone connesse.

Lavoro, tempo libero, semplicemente per gioco: il web ha totalmente cambiato le nostre abitudini, il nostro modo di intendere il lavoro, concedendoci la possibilità di lavorare comodamente dal divano di casa, le relazioni con le altre persone, i nostri spostamenti. La nostra è una società connessa oramai. Ma ciò non fa altro che aumentare gli squilibri con i paesi sottosviluppati, scavando un solco che appare incolmabile.

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