Ricorre la Giornata contro il Bullismo e il Cyberbullismo: cosa fare per prevenire e difendersi

news Cyberbullismo febbraio 2020Una parola ferisce più di uno schiaffo. Lascia un solco nel proprio intimo e spesso genera traumi dai quali è difficile uscire. Imperfezioni estetiche, ad esempio, concedono un facile assist a coloro che danno sfogo alla propria povertà interiore con insulti e violenza psicologica, vuoi per immaturità o proprio per ottusità.

Indignarsi e sensibilizzare la gente – specie i più giovani – attraverso dibattiti nelle scuole ed iniziative, può essere un primo passo verso quell’emancipazione che nemmeno Darwin avrebbe immaginato potesse tardare ad arrivare, così tanto!

Ricorre la Giornata contro il Bullismo e il Cyberbullismo: a finire nel tritacarne, giovani tra i 12 e i 16 anni. Una vera e propria emorragia che andrebbe arrestata, stando ai dati raccolti dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, in occasione di questa ricorrenza. Numeri alla mano, oltre il 50% dei ragazzi tra gli 11 e 17 anni ha subito episodi di bullismo e tra i fruitori di uno smartphone (oltre l’85%), ben il 22,2% confessa di essere stato oggetto di cyberbullismo.

WhatsApp, Facebook e, ultimamente, Tik Tok: basta un nonnulla pubblicato su queste piattaforme, che sia il video di un amico che casca dalla bicicletta o un filmato che possa testimoniare una figuraccia, uno stato di ebbrezza, un atteggiamento intimo con il proprio partner o una qualunque “ragazzata”. L’onta dell’umiliazione si marchia a fuoco sulla pelle, qualora un video dovesse essere pubblicato sui social, anche per gioco. In pochi minuti diventa virale, dai propri contatti finisce a sconosciuti, i cento diventano mille e poi un milione e così la situazione sfugge di mano ed il danno – magari permanente – è inevitabile. Anche l’autore del contenuto diffuso spesso non è consapevole di aver commesso un atto di bullismo. E la vittima finisce nell’angolo buio dell’emarginazione o dell’autoesclusione. Addirittura, il rischio può essere il suicidio, oltre all’annullamento sociale e alla depressione.

È dunque essenziale una educazione al mondo digital. Intanto, primo consiglio utile per un ragazzo (minorenne) sarebbe avere sempre un profilo chiuso e non divulgare informazioni o foto personali. Tuttavia, la responsabilità è imputabile agli adulti che sorvolano con leggerezza,  non supervisionano, quando in verità basterebbe creare un ponte tra genitori e figli.

E se qualcuno ci insulta? Basta rispondere sempre con signorilità. L’educazione paga sempre e soprattutto destabilizza il bullo, il quale non sa “reagire” davanti alla superiorità dell’indifferenza.

 

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